Talkin' 'bout my generation

Esperienze Rock, live, recenzioni e note di vita.
-Stefano-
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postato il 08/03/2010 11:02 da -Stefano-
Parlare di Rock non è una cosa facile, perchè la vita non è fatta solo di parole.
Spesso le emozioni sembra perdano valore se tradotte in codici e trascritte.
Prendere parte ad un concerto, rimane l'esperienza più completa per capire cosa vuol dire "Rock" e rompere i confini tra un ascolto immerso nella quotidianità ed un coinvolgimento che irrompe nella tua vita dandoti la possibilità di riempirla di nuovi significati.

 

Questo è il mio primo post su questo blog, per cui mi concedo un cappello per precisarne la linea.

 

Fino ad ora ho assistito a molte performance live di gruppi più o meno noti a livello locale, in locali o auditorium, in piazze o sale prove.
Ho fatto anche io parte di gruppi che provavano a uscire dai garage per portare la propria musica a contatto con la gente, per divertimento e sognando di poter un giorno vivere cavalcando quell'onda sonica che vibrava di sottofondo.
Oscar Wilde disse che "il critico è un artista fallito", perciò spero di potermi ritenere ancora un "artista in erba" che cerca di imparare e vivere l'"esperienza del Rock" in tutto ciò che vibra intorno a sè.

 

Ed ora, una piccola prova di recenzione del concerto dei Lacuna Coila Roma all'Atlantico di venerdi 5 marzo 2010.

 

Come d'uopo, comincio con uno speciale ringraziamento a Virgin Radio per i biglietti!

Un altro encomio è per l'organizzazione, poichè la location era ben raggiungibile anche dai mezzi pubblici (sia per l'andata e per il ritorno) ed il luogo scelto una ottima struttura per concerti, ben organizzata.

Il gruppo di apertura (DOMMIN) ha aperto la serata con con una carica degna di chi sa come presentarsi ad un pubblico.

Hanno dischiuso le note dei loro pezzi in una cavalcata che non lasciava spazio ad ammiccamenti o richieste di approvazione. Espressione di un Rock che pretende di vivere senza limiti territoriali, hanno fatto il loro show con la voglia di farsi conoscere e senza risparmiarsi, mantenendo la scena con la loro coreografia.

Il look essenziale, e qualche rimando alla James Dean o ad un decadentismo anni '90 tra il nostalgico ed il retrò.

Forse mancanti solo un pizzico di originalità, per definire un LORO stile.

 

...Poi, lunga pausa...

 

Si apre il tanto atteso concerto.

La prima parte, molto lunga, è una carrellata martellante di ritmi trascinanti con poche soste. Musica che offre a ventaglio il meglio del repertorio del gruppo in esecuzioni corali che travolgono e fanno vibrare.

Lo spettacolo è assicurato dalla varietà di canzoni (gradevolmente non limitata agli "ultimi successi") e dalla ricerca del contatto con chi era lì per loro. Padroni del palco e coscienti del calore di chi non ascoltava ma partecipava alla loro musica.

Il dialogo tra palco e pubblico, approfondito nella 2° e 3° parte,  ha solo suggellato un discorso che (nonostante sia durato un ora e mezza) è sembrata un'unica melodia finita troppo presto.

 

Qualcuno potrebbe definire i Lacuna un gruppo di nicchia, o forse pensare che faccia presa su di un certo emarginato gruppo di giovani... ma chi è stato al concerto ha potuto vedere la diversità di pubblico che questo gruppo ha chiamato a sè: l'"età media", tanto decantata dalle statistiche, non poteva essere rinchiusa in fasce strette.

In fine l'unica pecca, ad onor di cronaca, è stata un errata gestione dei volumi: gli strumenti si sono trasformati in voraci scuali che divoravano il cantato, facendolo a tratti sparire totalmente e rendere difficile l'ascolto.

Un saluto speciale al batterista (Cristiano Mozzati) che non ha potuto partecipare per problemi alla spalla... ma un riconoscimento speciale al sostituto, che non ne ha fatto sentire la mancanza!

IMHO. 

 

 

I hope I die before I get old
Stefano